Franco Ferrarotti, pioniere della sociologia italiana, propone in questo volume una attenta analisi della società contemporanea, tecnicizzata e burocratizzata all'estremo: l'arte può essere l'unico modo per aprire uno spiraglio che possa riumanizzare e rendere meno tecnocratica la nostra attualità.
Esplode nell’autunno del 2008, inaspettatamente. Il pensiero va subito al novembre del 1929. È la crisi economica. Il contesto è diverso. Ma le paure le stesse. Chiudono fabbriche e ristoranti. Tornano i poveri ma di tipo nuovo. Sono poveri bene educati. Si vergognano della loro povertà, non gli sembra abbastanza dignitosa. Hanno tutto: buone maniere, discreta formazione scolastica e bon ton. Gli manca solo il denaro. La crisi finanziaria ed economica ha creato una tensione permanente tra globale e locale che oggi sembra aumentare su scala planetaria. Si decidono allora misure protezionistiche che puntano sulle economie nazionali dopo che per decenni si era tanto parlato di globalizzazione.