Come funziona l’ottimizzazione seo?

Cos’è E Come Funziona L’ottimizzazione [Guida]

Vuoi sapere come preventivo seo (www.francodane.it/preventivo-seo.html) fare SEO? Sono qui per questo! Partiamo subito dalla definizione dell’acronimo SEO (Search Engine Optimization): ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. Come la intendo io, la SEO è: l’insieme di tecniche e strategie mirate, applicate al sito web per essere trovato dagli utenti sui motori di ricerca. Cosa significa fare SEO? Le attività e le tecniche di ottimizzazione SEO, sono eseguite da una persona competente: il SEO. Se sei interessato a scoprire chi è e cosa fa nello specico il SEO, ti suggerisco di leggere questo interessante articolo di Andrea Pernici. Adesso che abbiamo definito cos’è la SEO, è opportuno approfondire e spiegare come fare SEO che funziona, per ottenere un buon posizionamento sui motori. Se mi “regali” uno spicchio del tuo prezioso tempo, attraverso la mia guida SEO completa, ti spiego come ottimizzare il tuo sito web in modo semplice ed efficace! Sei alla tua “prima volta” nel fare SEO? Content marketing è un pratico manuale per comprendere e mettere in pratica immediatamente, le più efficaci tecniche e strategie di content marketing sui social network e sui siti web o blog. Un vero e proprio strumento di lavoro per promuoversi online attraverso le metodologie da adottare, gli esempi, le case histories e le interviste a brand e professionisti che utilizzano queste strategie con successo. Inoltre viene fornita una metodologia per gestire i contenuti grazie al modello Personas e al piano editoriale, oltre ad un’analisi dettagliata degli strumenti a disposizione per gestire le attività di content marketing. E naturalmente a chi è già professionista del settore (blogger, social media manager, giornalisti ecc.) o lo vuole diventare (studenti, appassionati del web, ecc.). Di più su francodane – francodane.it – sulla nostra home page. Non perdere tempo e sfrutta l’offerta lancio a 2,99 Euro! Per avere “un assaggio” dell’ebook ho creato un’anteprima speciale che oltre all’introduzione e all’indice, contiene la sezione completa dell’ebook dedicata al Vintage marketing e al marketing nostalgico! Per scaricare l’anteprima gratis, clicca il bottone sotto e condividila sui tuoi social preferiti (seguendo le istruzioni). Se ti è piaciuta questa modalità di condivisione, nell’ebook trovi come poterla utilizzare in modo gratuito!

  • Quando iniziate con la SEO non trascurate il monitoraggio delle parole chiave
  • SEO (contenuti e ottimizzazione)
  • Potenziare la Local SEO
  • Ha un contenuto creato da una persona e non generato da software
  • Quali i trucchi per farlo arrivare nelle prime posizioni della SERP
marketing

Per la crescita della startup, l’inbound marketing è una strategia fondamentale dal giorno uno. Lo pensa HubSpot, la ex startup (oggi quotata) che ha fatto dell’inbound marketing un prodotto software e una missione. A giudicare dai risultati ottenuti all’interno dell’azienda stessa, si direbbe una strategia che funziona, motivo per cui la società ci tiene moltissimo a evangelizzare sul tema il mondo delle startup. Tra le altre cose, hanno un programma che si chiama “HubSpot for Startups” che permette alle startup di utilizzare il software HubSpot a condizioni particolarmente vantaggiose. Purtroppo questo programma ha delle condizioni di elegibilità stringenti, prevede che la startup sia incubata in una realtà certificata e facente parte della lista di HubSpot, attualmente in Italia figura solo H-Farm come incubatore riconosciuto. Qui di seguito trovate la guida realizzata da HubSpot “The Guide To Growing A Startup With Inbound Marketing” che contiene spunti e indicazioni molto interessanti. Che cos’è l’inbound marketing? ] are considered “outbound marketing”. Inbound marketing refers to marketing activities that bring visitors in, rather than marketers having to go out to get prospects’ attention.Può farlo affidandosi anche a dati relativi al comportamento degli utenti sul tuo sito.

Ma cosa succede se questo sito presenta errori a livello di codice HTML? Succede semplicemente che il motore di ricerca avrà problemi a “leggere” correttamente i tuoi contenuti, e di conseguenza potresti non ottenere il posizionamento che meriteresti. Attenzione, quando parlo di errori di codice, mi riferisco a errori lato SEO, non di malfunzionamento. Il tuo sito potrebbe infatti essere perfettamente funzionante e, nonostante questo, non essere affatto ottimizzato per i motori di ricerca. Ci sarebbero tante altre cose da dire sulla SEO tecnica, ma mi fermo qui perché non è questo l’obiettivo principale dell’articolo. Pensaci un attimo, come può Google valutare la qualità del tuo contenuto, se non è altro che una (per quanto evoluta) macchina? Può farlo affidandosi anche a dati relativi al comportamento degli utenti sul tuo sito. Per esempio, quanto tempo gli utenti restano sulle tue pagine, o quante pagine del tuo sito vengono visitate da ciascun utente. Cerca quindi sempre di ottimizzare i tuoi contenuti (e il tuo sito) mettendoti nei panni del tuo lettore / cliente. Se il contenuto è Re, i link sono la sua corona.

Insomma, visto che la SEO non è una scienza esatta, ci sono molti fattori in gioco ad essere estremamente variabili e finanche relativi; relativi cioè al possibile cliente che ne richiede le attività. Ecco perché ho scritto, sempre su questi spazi, del fare SEO da soli accennando alla possibilità di “dare la canna da pesca anziché un pesciolino rinsecchito“. Spesso si finisce a fare una parte di lavoro in più, ovvero la formazione-prima-dell-operazione, che regolarmente non viene retribuita. Da anni ormai, sul territorio italiano, ci sono realtà che hanno fatto propria la bandiera dell’accrescimento della consapevolezza del settore. La risposta alla domanda “come fare una buona SEO” a finale, qual è? I miei due centesimi: dare del valore aggiunto affinché l’investimento porti a pagare la nostra fattura e generi un surplus tale da giustificare il nostro meraviglioso circo fra codici e contenuti. E tu cosa ne pensi? Come si valuta una buona SEO? Preferisci dati concreti, KPI ben definiti o concetti più sfumati quali la brand reputation? Se si cerca un prodotto da acquistare, ad esempio un vino, prima di tutto verranno mostrati i risultati di Google Shopping. Se si cerca una notizia vedremo in evidenza i risultati di Google News. AMP: AMP è un sistema studiato per migliorare la velocità dei tempi di caricamento delle pagine dei siti. I siti che hanno implementato AMP, a detta di Google, godranno a breve di una forte visibilità sulla pagina di ricerca, essendo presentati in formato di box con immagine, titolo e anteprima del testo. Twitter: Notizia della fine del 2016 è che anche Twitter avrà il suo spazio in evidenza sulla SERP di Google. Non che Twitter non fosse presente già, ma pare che gli snippets dei tweet saranno più vistosi. Vedremo… Sarà forse l’ultima chance per questo social network di essere rivitalizzato? RankBrain: Una novità interessantissima (datata fine 2015 ma perfezionata nel 2016) è l’implementazione all’interno degli algoritmi di Google del RankBrain.

Oggi ci ispiriamo a una guida per costruire una super Content Marketing Machine in grado di generare contenuti di qualità e che funzioni dall’individuazione degli obiettivi alla pianificazione dei contenuti, dalla loro diffusione sino ai suggerimenti per misurarne l’efficacia. Oggi vi sono circa 50 tra i migliori brands che hanno costruito una content strategy usando proprio una sorta di Content Marketing Machine. Qual è l’obiettivo finale, l’ultimo passaggio della Content Marketing Machine? Puoi fare content marketing per obiettivi molteplici: la customer retention, l’ upsell, la promozione e la brand awareness. Ma nelle web agency di tutto il mondo il principale obiettivo del content marketing è creare contenuti che portino Lead Generation, cioè un sostanziale incremento dei clienti potenziali e futuri. E così la cura di un contenuto web, che faccia da descrizione ad un prodotto, per esempio, o che sia una call to action accanto ad un carrello, deve innazittutto generare lead e feedbacks precisi. Secondo Chris Giarratana, un ottimo modo per mettere in pratica questa teoria anche in una strategia SEO a budget ridotto è l’utilizzo della Coda Lunga (Long Tail) delle parole chiave, invece delle semplici keyword generiche. Con il termine parole chiave di coda lunga, ci si riferisce a tutte le parole e le frasi chiave composte da un alto numero di termini molto specifici, dalle quattro parole in su. Queste keyword sono digitate poco frequentemente nei motori di ricerca, e individualmente attirano bassi volumi di accessi e traffico ai siti web. Ma, considerata nel complesso, la somma di tutte le ricerche legate alle parole chiave di coda lunga genera un numero di accessi totale molto superiore a quello delle keyword generiche composte da al massimo un paio di termini. La Coda Lunga delle parole chiave è quindi di un’importanza non trascurabile, soprattutto per le considerazioni che permette di trarre riguardo all’ottimizzazione del sito web. A differenza delle keyword brevi, le parole chiave più lunghe sono strettamente legate ai bisogni specifici dei consumatori e mostrano richieste più accurate e dettagliate.